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Cosa passa agli eredi dei debiti bancari del defunto?

Avv. Micaela Malinverno

I debiti bancari del defunto passano agli eredi e si dividono fra loro in proporzione alle quote (artt. 752 e 754 c.c.), senza seguire chi tiene la casa; col beneficio d'inventario l'erede risponde solo entro il valore dei beni ricevuti (art. 490 c.c.). Chi lascia scadere i tre mesi per l'inventario è considerato erede puro e semplice (art. 485 c.c.).

Cosa passa agli eredi dei debiti bancari del defunto?
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In breve

  • I debiti ereditari si dividono fra gli eredi in proporzione alle quote: artt. 752 e 754 c.c. Non esiste un erede che "prende" il mutuo insieme alla casa.
  • Chi accetta l'eredità puramente e semplicemente risponde dei debiti anche con il proprio patrimonio. Con il beneficio d'inventario risponde solo entro il valore dei beni ricevuti (art. 490 c.c.).
  • Chi è nel possesso dei beni ereditari ha tre mesi per fare l'inventario e, completato, quaranta giorni per decidere se accettare o rinunciare (art. 485 c.c.).
  • Scaduti questi termini si è considerati eredi puri e semplici, anche senza aver firmato nulla.

Chi risponde dei debiti bancari di chi è morto?

Rispondono gli eredi. Il conto scoperto, il mutuo residuo o il finanziamento del defunto non si estinguono con la morte: entrano nell'eredità e vengono ripartiti tra chi la accetta. Il codice civile lo dice in due passaggi distinti, che conviene tenere separati.

Verso i creditori, cioè verso la banca, gli eredi sono tenuti al pagamento dei debiti "personalmente in proporzione della loro quota ereditaria" (art. 754 c.c.). Tra loro, i coeredi contribuiscono ai debiti sempre in proporzione alle quote, salvo che il testatore abbia disposto diversamente (art. 752 c.c.). Se uno di loro paga più della sua parte, può ripetere dagli altri solo la parte per cui gli altri devono contribuire.

Perché il mutuo non segue chi prende la casa?

Perché i debiti non entrano nella divisione dei beni. Chi eredita l'appartamento in sede di divisione non eredita per questo anche il mutuo: il debito si è già ripartito, alla data dell'apertura della successione, secondo le quote. Una banca non può quindi chiedere l'intero a un solo erede perché è quello che abita nell'immobile, e non può pretendere che il mutuo si trasferisca insieme alla proprietà.

Il punto da non confondere

L'art. 754 c.c. dice che gli eredi sono tenuti personalmente in proporzione alla quota e "ipotecariamente per l'intero". Se il mutuo è garantito da ipoteca sulla casa, la banca può far valere l'ipoteca sull'immobile per l'intero debito, qualunque sia la quota di chi ne è diventato proprietario. La responsabilità personale è pro quota; la garanzia reale sul bene no.

Che differenza c'è tra accettare puramente e con beneficio d'inventario?

L'eredità può essere accettata in due modi (art. 470 c.c.). Con l'accettazione pura e semplice i patrimoni si confondono e l'erede risponde dei debiti del defunto con tutto ciò che possiede, anche oltre il valore dei beni ricevuti.

Con il beneficio d'inventario, invece, il patrimonio del defunto resta distinto da quello dell'erede (art. 490 c.c.): l'erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni che gli sono pervenuti, e i creditori dell'eredità hanno preferenza sul patrimonio ereditario rispetto ai creditori personali dell'erede. L'accettazione col beneficio si fa con una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, inserita nel registro delle successioni e preceduta o seguita dall'inventario (art. 484 c.c.).

Quali sono i termini da non perdere?

I termini cambiano a seconda della posizione di chi è chiamato all'eredità. Quelli che seguono riguardano il chiamato che si trova nel possesso di beni ereditari, a qualsiasi titolo: per chi non lo è valgono regole diverse, che qui non trattiamo.

SituazioneCosa si deve fareEntro quando
Chiamato nel possesso di beni ereditariFare l'inventarioTre mesi dall'apertura della successione o dalla notizia della devoluta eredità. Se l'inventario è iniziato ma non completato, il giudice può concedere una proroga che, salvo gravi circostanze, non supera i tre mesi
Inventario compiuto, dichiarazione non ancora fattaDeliberare se accettare o rinunciareQuaranta giorni dal compimento dell'inventario
Termini scaduti senza inventario o senza deliberareNulla: la scelta è già fattaSi è considerati eredi puri e semplici

Tutti i termini sono dell'art. 485 c.c.

Si può diventare eredi senza aver mai firmato nulla?

Sì, ed è il passaggio che sorprende di più. Il chiamato che si trova nel possesso dei beni ereditari e lascia trascorrere i tre mesi senza completare l'inventario è considerato erede puro e semplice. Allo stesso modo, chi ha fatto l'inventario ma non delibera entro i quaranta giorni. Nessuna firma, nessun atto di accettazione: il silenzio, oltre i termini, vale come accettazione pura e semplice, con la responsabilità illimitata che ne consegue (art. 485 c.c.).

Che cosa fare prima di pagare la banca?

Prima di versare qualsiasi somma, e prima di scadere i termini, conviene mettere in ordine quattro cose:

  • raccogliere i documenti dei rapporti con la banca: contratto, piano di ammortamento, estratti conto e comunicazioni ricevute;
  • verificare se, e a quale titolo, si è nel possesso di beni ereditari, perché da lì decorrono i tre mesi;
  • valutare se accettare col beneficio d'inventario, quando l'entità dei debiti non è nota o supera il valore dei beni;
  • controllare i conteggi della banca prima di pagare, interessi compresi.

Questo articolo non tratta le regole proprie dei minori e degli incapaci, né le polizze eventualmente abbinate al finanziamento: sono questioni da valutare sul caso concreto.

Lo studio assiste le famiglie nelle questioni bancarie e successorie: la pagina sull'assistenza legale in materia bancaria raccoglie servizi e approfondimenti, e chi vuole una valutazione della propria situazione può fissare una consulenza con lo studio. Sul tema dei conteggi della banca, due approfondimenti: l'anatocismo occulto nel piano di ammortamento alla francese e quando conviene rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario.

Le fonti

Domande frequenti

Se eredito la casa, devo pagare tutto il mutuo del defunto?

No: i debiti si ripartono fra gli eredi in proporzione alle quote (artt. 752 e 754 c.c.), non in base a chi tiene l'immobile. Se però il mutuo è assistito da ipoteca sulla casa, la banca può far valere la garanzia sull'immobile per l'intero (art. 754 c.c.).

Con il beneficio d'inventario devo pagare i debiti con i miei risparmi?

No oltre il valore dei beni ricevuti: l'erede col beneficio d'inventario non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti, e il suo patrimonio resta distinto da quello del defunto (art. 490 c.c.).

Quanto tempo ho per fare l'inventario?

Se sei nel possesso di beni ereditari, tre mesi dall'apertura della successione o dalla notizia della devoluta eredità, con una possibile proroga se l'inventario è già iniziato. Compiuto l'inventario, hai quaranta giorni per decidere se accettare o rinunciare (art. 485 c.c.).

Posso diventare erede puro e semplice senza accorgermene?

Sì: se, essendo nel possesso di beni ereditari, lasci scadere il termine per l'inventario, o quello di quaranta giorni per deliberare, la legge ti considera erede puro e semplice (art. 485 c.c.).

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