Gaming Law · Milano & Lombardia

Avvocato gaming law Milano: licenze ADM e compliance operatori

Un avvocato di gaming law assiste chi opera nel gioco pubblico con vincita in denaro: concessionari, gestori di sale e di apparecchi, esercenti con corner scommesse, fornitori tecnologici. Studio Legale BCS segue operatori di Milano e della Lombardia dalla sede di Cantù, a circa 40 minuti, su titoli ADM, licenze, limiti locali, contenziosi e profili penali.

A cura dell'Avv. Vincenzo Sapone, Cassazionista

In cosa assiste lo studio a Milano?

  • ▸Aperture/trasferimenti sale scommesse Milano
  • ▸Distanze luoghi sensibili + TAR Lombardia
  • ▸Licenze AWP/VLT + concessioni ADM
  • ▸Gaming online: concessioni Riforma 2024-2026
  • ▸Reati penale-gaming: L. 401/1989, 718 c.p.
  • ▸GDPR dati giocatori + AI Act antifrode

Perché uno studio di Cantù per un operatore di Milano?

40 min
da Milano centro (autostrada A9)
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avvocato di riferimento, no handoff tra team

Milano concentra la maggior parte delle holding gaming italiane, dei servicer tecnologici per il gioco online e dei punti vendita. Studio Legale BCS opera con TAR Lombardia, Corte d'Appello di Milano e, in Cassazione, davanti alla Corte Suprema — con una struttura snella, boutique, orientata alla profondità tecnica più che al volume.

Quali autorizzazioni servono per un punto scommesse a Milano?

Servono tre livelli di titoli. Il primo è la concessione dell'ADM, che resta in capo al concessionario: il punto vendita lavora come suo incaricato, in base a un contratto. Il secondo è la licenza di pubblica sicurezza dell'art. 88 del TULPS, che può essere rilasciata solo ai concessionari o ai soggetti da loro incaricati. Per slot e videolottery valgono anche le regole sugli apparecchi dell'art. 110 TULPS. Il terzo livello sono i limiti locali: in Lombardia distanze dai luoghi sensibili e orari dipendono dalla normativa regionale e dai regolamenti comunali. Un locale adatto sul piano commerciale può essere inutilizzabile per il gioco. Per questo verifichiamo i requisiti prima della firma del contratto di locazione o di gestione. Se l'operatore raccoglie anche gioco a distanza, si applicano le regole del D.Lgs. 41/2024, descritte nella pagina sulla gaming law.

Come si contesta un diniego, una sospensione o una revoca?

Dipende da chi ha adottato l'atto. I provvedimenti dell'ADM in materia di giochi pubblici con vincita in denaro spettano al TAR Lazio, sede di Roma (art. 135, comma 1, lettera q-quater, c.p.a.). Quelli del questore di Milano sulla licenza di pubblica sicurezza (art. 88 TULPS) si impugnano invece davanti al TAR Lombardia, come gli atti del Comune di Milano, ad esempio un diniego legato a distanze o orari. Il TAR Lombardia è competente per gli atti delle amministrazioni che hanno sede nella regione (art. 13 c.p.a.; Corte cost. n. 174 del 2014). Il termine per il ricorso di annullamento è di sessanta giorni (art. 29 c.p.a.). Con il ricorso si può chiedere una misura cautelare, per sospendere l'atto mentre la causa è in corso. Contro la sentenza si può proporre appello al Consiglio di Stato. Se il provvedimento nasce da un'ipotesi di reato, difesa amministrativa e difesa penale vanno coordinate fin dall'inizio: ciò che si scrive in un ricorso può pesare nel processo penale, e viceversa.

Quali rischi penali corre un esercente o un gestore?

Il rischio più frequente è raccogliere scommesse per un operatore senza concessione italiana. È esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa (art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401), punito con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da 20.000 a 50.000 euro. Tenere giochi d'azzardo in un locale aperto al pubblico è una contravvenzione (art. 718 c.p.). Il denaro della raccolta può aprire indagini per riciclaggio o autoriciclaggio. Per questi reati risponde anche la società (D.Lgs. 231/2001, art. 25-quaterdecies e art. 25-octies). Gli obblighi antiriciclaggio riguardano anche la raccolta su rete fisica, compresa quella fatta tramite distributori ed esercenti (art. 3, comma 6, D.Lgs. 231/2007). Quando le scommesse coinvolgono solo privati, il confine con il gioco abusivo è sottile: ne parliamo in scommesse tra privati: quando serve la concessione ADM.

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Domande frequenti

Perché uno studio di Cantù per un operatore di Milano?

Lo studio ha due sedi a Cantù, a circa 40 minuti da Milano, e segue operatori in tutta Italia. Unisce diritto del gioco, penale d'impresa e protezione dei dati; l'Avv. Vincenzo Sapone è Cassazionista.

Cosa serve per aprire una sala scommesse a Milano?

Per aprire una sala scommesse o un punto di gioco fisico a Milano serve: concessione ADM (in capo al concessionario di riferimento), autorizzazione di Pubblica Sicurezza ex art. 88 TULPS, conformità regolamento comunale distanze dai luoghi sensibili (scuole, ospedali, luoghi di culto), licenza commerciale. L'avvocato assiste in tutte le fasi.

Cos'è la distanza dai luoghi sensibili nel gaming?

Il Comune di Milano, come altri comuni lombardi, ha adottato un regolamento che impone una distanza minima (tipicamente 500 metri) tra sale gioco/VLT e luoghi sensibili (scuole, ospedali, centri giovanili, luoghi di culto). Il mancato rispetto determina diniego o revoca dell'autorizzazione comunale. Il contenzioso si sviluppa davanti al TAR Lombardia.

Quali reati possono coinvolgere un operatore gaming?

I principali reati che coinvolgono operatori gaming sono: gioco d'azzardo illecito (art. 718 c.p.), esercizio abusivo di giochi e scommesse (art. 4 L. 401/1989), riciclaggio e autoriciclaggio, frode nelle competizioni sportive, reati tributari, 231 (riciclaggio, corruzione privata). Serve una difesa integrata gaming + penale.

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