Il 29 agosto 2026 è scaduta la delega fiscale che, dalla Legge 111/2023, avrebbe dovuto tradursi in un decreto attuativo capace di riordinare l'intero comparto del gioco fisico: scommesse, apparecchi da gioco, sale bingo. Il testo non è arrivato in tempo. Per i concessionari e i gestori, la conseguenza pratica è una sola: le regole di oggi restano quelle di oggi, con una proroga tecnica già allo studio.
1. Cosa prevedeva la delega e perché non è stata completata
La Legge 111/2023 delegava il Governo a emanare decreti attuativi per ridisegnare l'assetto concessorio del gioco pubblico entro il 2025-2026: uniformare le concessioni, introdurre gare periodiche, rafforzare la vigilanza sugli operatori attivi sul territorio. Il termine per l'esercizio della delega è scaduto il 29 agosto 2026, ritenuto ormai insufficiente per completare un testo che tocca interessi economici e sociali molto diversi tra loro.
2. La proroga tecnica delle concessioni in vigore
In assenza di un decreto approvato, l'ADM continuerà ad applicare le concessioni vigenti per scommesse, apparecchi da gioco e sale bingo secondo la determina in vigore fino al 31 dicembre 2026. È attesa una nuova proroga tecnica di dodici mesi, che sposterebbe la scadenza operativa a fine 2027.
3. Il nodo distanziometro
L'ostacolo tecnico che ha bloccato più volte il decreto è la disciplina delle distanze minime tra i punti vendita del gioco e i luoghi sensibili frequentati da minori (scuole, oratori, impianti sportivi), il cosiddetto distanziometro.
Il 24 giugno 2026 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha dichiarato che il Governo non intende modificare le regole sulle distanze. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze mantiene invece una posizione tecnica diversa: senza una revisione delle distanze, sostiene il MEF, non è possibile bandire nuove gare e riorganizzare la rete dei punti vendita su scala nazionale.
4. Perché la distanza minima è il vero punto di attrito
Il distanziometro non è solo una norma tecnica: incide direttamente sul numero di punti vendita che possono restare operativi in ogni comune, sul valore delle concessioni già assegnate e sulla possibilità di bandire nuove gare secondo criteri uniformi su tutto il territorio nazionale. Una revisione delle distanze cambia gli equilibri economici del settore; mantenerle inalterate lascia inalterata anche la mappa attuale dei punti vendita.
5. Cosa significa per gestori e concessionari nel breve termine
Chi gestisce sale da gioco o detiene concessioni per apparecchi e scommesse opera oggi con un quadro normativo che, salvo sorprese, resterà stabile almeno fino alla fine del 2027. Le scelte di investimento, rinnovo del parco apparecchi o pianificazione della rete di vendita possono quindi contare su un orizzonte di proroga, ma senza certezza sui criteri che regoleranno le gare future.
6. Cosa monitorare nei prossimi mesi
| Passaggio | Stato al 25 settembre 2026 |
|---|---|
| Delega fiscale (Legge 111/2023) | Scaduta il 29/08/2026 |
| Proroga tecnica concessioni | In vigore fino al 31/12/2026, nuova proroga di 12 mesi allo studio |
| Distanziometro | Nodo non risolto tra Presidenza del Consiglio e MEF |
| Nuove gare per il gioco fisico | Subordinate alla soluzione del nodo distanze |
Domande frequenti
Le concessioni attuali per scommesse e apparecchi restano valide?
Sì. In assenza del decreto di riordino, l'ADM applica le concessioni vigenti fino al 31 dicembre 2026, con una nuova proroga tecnica di dodici mesi allo studio.
Cos'è il distanziometro?
La disciplina che fissa la distanza minima tra i punti vendita del gioco e i luoghi sensibili frequentati da minori, come scuole e oratori. È il principale ostacolo tecnico al decreto di riordino.
Chi decide se le distanze cambieranno?
La decisione dipende da un'intesa tra la Presidenza del Consiglio, che al momento non intende modificarle, e il Ministero dell'Economia, che ne chiede una revisione per poter bandire le nuove gare.
Quando è prevista la riforma definitiva del gioco fisico?
Non c'è una data certa. La delega originaria è scaduta il 29 agosto 2026 e il settore opera ora nell'attesa di un nuovo intervento normativo.
Per i concessionari e i gestori del comparto gioco, orientarsi tra proroghe tecniche e riforme rinviate richiede un monitoraggio costante degli atti ADM e delle intese tra i Ministeri coinvolti. Una valutazione periodica della propria posizione contrattuale e degli adempimenti in vigore permette di non farsi cogliere impreparati quando il decreto, prima o poi, arriverà.