Chi gestisce apparecchi da intrattenimento ragiona di solito sul margine. Il prelievo erariale unico, però, non guarda al margine: guarda a quanto si gioca. È la ragione per cui un business plan costruito sull'utile può restare corretto nei ricavi e sbagliato nei conti dello Stato.
In breve
- Il PREU si applica alle «somme giocate» sugli apparecchi di cui all'art. 110, comma 6, TULPS: la base è la raccolta, non il risultato (art. 39, comma 13, D.L. 269/2003).
- Poiché la base non è l'utile, un periodo chiuso in perdita genera comunque PREU.
- Il soggetto passivo è il titolare del nulla osta, individuato fra i concessionari di rete: l'obbligo verso l'erario non si trasferisce con un accordo privato.
- Si versa con pagamenti periodici sui periodi contabili e con un saldo annuale (art. 39, comma 13-bis); i dettagli li fissano i provvedimenti ADM.
- Le aliquote sono diverse per le due tipologie di apparecchio e sono state riscritte da molti atti diversi: ogni percentuale va datata.
Su cosa si calcola il PREU?
Sulle somme giocate. La norma istitutiva, l'art. 39, comma 13, del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, applicava agli apparecchi collegati in rete un prelievo «fissato in misura del 13,5 per cento delle somme giocate»; le leggi successive hanno cambiato la percentuale, non la base (art. 39 D.L. 269/2003). Gli apparecchi sono quelli del comma 6 dell'art. 110 del TULPS, nelle due tipologie delle lettere a) e b) (art. 110 R.D. 773/1931).
Si paga anche se il periodo è in perdita?
Sì, per costruzione. Se l'imposta è una percentuale della raccolta, il fatto che i costi o le vincite abbiano reso il periodo negativo non riduce la base. Questa è la differenza che rende il conto economico del gioco diverso da quello di un'attività in cui l'imposta segue il reddito: il PREU è un costo che si sostiene prima di sapere se il periodo ha prodotto un margine.
Chi è il soggetto passivo?
Il comma 13 individua il soggetto al quale l'amministrazione ha rilasciato il nulla osta, e dal 26 luglio 2004 lo identifica fra i concessionari della rete telematica ove in possesso del nulla osta. Il costo, a valle, si distribuisce lungo la filiera fra concessionario, gestore ed esercente per via contrattuale: è materia degli accordi privati. Ma l'obbligo verso l'erario resta del soggetto passivo, e un accordo fra privati non lo sposta.
Come e quando si versa?
Il comma 13-bis prevede che il PREU sia assolto per ciascun anno solare «mediante versamenti periodici relativi ai singoli periodi contabili e mediante un versamento annuale a saldo». I periodi contabili, le modalità di calcolo, i termini di versamento e la compensazione delle eccedenze sono definiti da provvedimenti dell'ADM.
Che nei periodi contabili ci siano acconti e un saldo lo mostra una norma del 2019: l'art. 27, comma 5, del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, per quell'anno maggiorò del 10 per cento il primo, il secondo e il terzo acconto del sesto bimestre e ridusse il saldo dei versamenti già fatti (richiamato nelle note dell'art. 110 su Normattiva). Per chi gestisce la cassa questo conta: si paga su una base che riguarda un periodo prima di conoscerne il risultato.
Perché ogni aliquota va datata?
Perché la percentuale è cambiata con atti diversi: nelle annotazioni dell'art. 110 su Normattiva si contano più di dieci interventi sulla misura fra il 2003 e il 2020, e le due tipologie hanno aliquote diverse fra loro. Due punti fissi mostrano la distanza:
| Atto | Misura indicata | Dal |
|---|---|---|
| D.L. 269/2003, art. 39, comma 13 | 13,5 per cento delle somme giocate (apparecchi in rete) | 2003 |
| L. 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 731 | 24,00 per cento per gli apparecchi della lettera a); 8,60 per cento per quelli della lettera b) | 1° gennaio 2021 |
Sono valori datati, non l'aliquota di oggi: per questo il testo non propone una percentuale da usare. L'aliquota vigente si legge, il giorno in cui serve, sul testo aggiornato della norma e sui provvedimenti ADM (L. 160/2019, art. 1). Una percentuale letta in rete, senza data e senza fonte, non è un dato.
Prima di fare i conti: cosa controllare
- l'aliquota in vigore alla data del periodo, per la tipologia di apparecchio, letta su fonte ufficiale;
- il calendario dei versamenti periodici e del saldo, dai provvedimenti ADM;
- chi è il soggetto passivo nella tua filiera e che cosa dice il contratto sulla ripartizione del costo;
- un piano di cassa che anticipi il versamento rispetto al ricavo, non un conto sul margine.
Non è una valutazione del tuo caso. Sulla materia, per la parte regolatoria, puoi partire dalla pagina dello studio sul diritto del gioco; sul riordino del gioco fisico c'è Riordino del gioco fisico 2026: novità per i gestori, e sulle sanzioni del settore Pubblicità del gioco: la sanzione ha un minimo.
Domande frequenti
Il PREU è un'imposta sul reddito?
No. Si applica in percentuale alle somme giocate, quindi alla raccolta e non all'utile (art. 39, comma 13, D.L. 269/2003).
Se il mese è in perdita, il PREU si riduce?
La base è la raccolta, non il risultato: la perdita non entra nel calcolo. Come i versamenti periodici si rapportano al singolo periodo lo stabiliscono i provvedimenti ADM.
Chi paga il PREU: il concessionario o il gestore?
Il soggetto passivo è il titolare del nulla osta individuato fra i concessionari di rete. Come il costo venga poi ripartito con gestori ed esercenti è materia contrattuale e non cambia il soggetto verso l'erario.
Qual è l'aliquota oggi?
Va letta, con la data, sul testo aggiornato e sui provvedimenti ADM: le aliquote sono diverse per le due tipologie di apparecchio e sono cambiate più volte per legge, quindi una percentuale senza data non è affidabile.
I versamenti sono unici o a rate?
Sono periodici sui periodi contabili, con un versamento annuale a saldo (art. 39, comma 13-bis). Termini e modalità sono fissati dai provvedimenti ADM.