Chi gestisce apparecchi da gioco, una sala o un punto scommesse conosce bene la sensazione: le regole cambiano, ma il quadro definitivo tarda ad arrivare, e nel frattempo ogni decisione su ubicazioni e investimenti resta sospesa. Il riordino del gioco fisico, la rete terrestre del gioco pubblico, sta ora entrando nella fase in cui le scelte diventano concrete. Vale la pena capire cosa si muove, con quali tempi, e cosa conviene fare adesso.
schedule 1. Il termine che detta i tempi: 29 agosto 2026
Il riordino della rete terrestre passa dall'esercizio della delega fiscale. Il termine entro cui il Governo deve approvare il decreto legislativo e' fissato al 29 agosto 2026. Prima di quel passaggio serve pero' l'intesa in sede di Conferenza Unificata, il tavolo che riunisce Stato, Regioni ed enti locali, individuata come snodo da chiudere per avviare l'iter parlamentare.
Per il gestore la data non e' un dettaglio da addetti ai lavori: se il decreto non viene esercitato in tempo, l'intero cronoprogramma delle nuove concessioni slitta, con l'incertezza che ne consegue su rinnovi e investimenti.
In sintesi. La delega sul gioco fisico va esercitata entro il 29 agosto 2026. L'intesa in Conferenza Unificata Stato-Regioni e' il presupposto per far partire il decreto. Senza quel passaggio, le gare e le nuove regole restano ferme.
gavel 2. Le nuove concessioni della rete terrestre
Il cuore del riordino sono le nuove gare per il comparto retail, cioe' scommesse, bingo e apparecchi da intrattenimento. La base d'asta complessiva stimata per l'intero settore terrestre si aggira attorno ai 2,5 miliardi di euro, con la pubblicazione dei bandi attesa entro la fine del 2026.
Si tratta della riorganizzazione piu' rilevante del gioco fisico degli ultimi anni. Chi gestisce concessioni in scadenza, o intende partecipare alle nuove procedure, ha interesse a farsi trovare con la documentazione, i requisiti e la posizione contrattuale gia' in ordine, non a ridosso dei termini.
map 3. Il distanziometro: le nuove distanze dai luoghi sensibili
Uno dei nodi piu' sentiti dai gestori e' il cosiddetto distanziometro, cioe' la distanza minima che i punti gioco devono rispettare rispetto ai luoghi sensibili come scuole, ospedali, centri giovanili e luoghi di culto. L'impianto in discussione differenzia in base alla certificazione del punto gioco.
| Tipologia di punto gioco | Distanza minima dai luoghi sensibili |
|---|---|
| Punto gioco certificato | 100 metri |
| Punto gioco non certificato | 200 metri |
La distinzione non e' teorica: premia i punti che rispettano standard piu' elevati, e puo' fare la differenza tra un'ubicazione che regge e una che va rivista. Per il gestore significa verificare, mappa alla mano, se le collocazioni attuali rientrano nei nuovi parametri.
euro 4. Le risorse alle Regioni e il rischio di regole a macchia di leopardo
La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 80 milioni di euro a favore di Regioni ed enti locali, ai quali viene inoltre devoluta una quota pari al 5% degli introiti complessivi del settore. E' una scelta che rafforza il ruolo dei territori nella disciplina del gioco.
Il rovescio della medaglia, per chi opera su piu' province o regioni, e' il rischio concreto di regole non uniformi: distanze, orari e vincoli possono variare da un territorio all'altro. La compliance del gestore diventa cosi' un lavoro di lettura locale, oltre che nazionale.
Il punto pratico. Piu' gettito e competenze alle Regioni significa piu' varianti locali su distanze e orari. Chi ha punti gioco in territori diversi deve prepararsi a mappe regolatorie differenti, non a una regola unica valida ovunque.
checklist 5. I nuovi obblighi per l'operatore
Accanto alla partita delle concessioni, il riordino porta con se' un rafforzamento degli obblighi di gioco responsabile e di tutela dell'utenza. Tra le misure allo studio: strumenti di autoesclusione per i giocatori a rischio, nuovi limiti di puntata e standard piu' elevati per la formazione degli operatori.
Sono adempimenti tecnici con ricadute dirette sulla responsabilita' dell'operatore: la loro corretta attuazione entra a pieno titolo nella gestione del rischio dell'impresa del gioco, anche in ottica di modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
flag 6. Cosa fare adesso, prima dei bandi
La finestra tra oggi e la pubblicazione delle gare e' il momento utile per arrivare preparati. Alcuni passi concreti per il gestore:
- Ricognizione delle concessioni in essere, con date di scadenza e clausole di rinnovo.
- Verifica delle ubicazioni attuali rispetto alle nuove distanze dai luoghi sensibili.
- Mappatura dei vincoli regionali e comunali nei territori in cui si opera.
- Aggiornamento degli adempimenti di gioco responsabile e della formazione del personale.
- Revisione del modello organizzativo 231, dove adottato, alla luce dei nuovi obblighi.
Muoversi ora non e' anticipare regole ancora incerte: e' mettere l'impresa nella condizione di scegliere quando i bandi arriveranno, invece di rincorrere i termini.
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help Domande frequenti
Entro quando deve essere approvato il riordino del gioco fisico?
La delega fiscale sul gioco fisico va esercitata entro il 29 agosto 2026. Prima serve l'intesa in Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed enti locali.
Quali sono le nuove distanze dai luoghi sensibili?
Nell'impianto in discussione i punti gioco certificati devono rispettare una distanza minima di 100 metri dai luoghi sensibili, mentre i punti non certificati devono rispettarne 200.
Quanto valgono le nuove gare per la rete terrestre?
La base d'asta complessiva stimata per l'intero comparto retail, che comprende scommesse, bingo e apparecchi, si aggira attorno ai 2,5 miliardi di euro, con i bandi attesi entro la fine del 2026.
Perche' le Regioni contano di piu' nel nuovo assetto?
La Legge di Bilancio 2026 destina 80 milioni di euro a Regioni ed enti locali e devolve loro il 5% degli introiti del settore. Questo rafforza il peso dei territori su distanze, orari e vincoli, con il rischio di regole differenti da una zona all'altra.