pets 1. Un gesto comune, una minaccia altrettanto comune
Nutrire i gatti di un quartiere è una pratica diffusa, spesso tollerata e talvolta persino incoraggiata dai regolamenti comunali sulle colonie feline. Ma capita che chi se ne occupa venga minacciato di denuncia da un vicino infastidito dalle deiezioni degli animali nel proprio giardino. Una donna lo ha vissuto sulla propria pelle: denunciata ex art. 674 del codice penale, è stata condannata in primo grado. La Cassazione ha ribaltato tutto.
gavel 2. Cosa ha deciso la Cassazione
Cass. pen., Sez. 1, sent. n. 27109/2026
Non configura il reato di cui all'art. 674 c.p. la condotta di chi si limiti a fornire cibo e accudire felini randagi sul suolo pubblico, quando il versamento di deiezioni avviene nel giardino privato altrui ad opera degli animali stessi: un giardino privato non costituisce luogo di comune o altrui uso richiesto dalla norma.
La condanna è stata annullata senza rinvio, "perché il fatto non sussiste".
balance 3. Il primo principio: cosa significa "luogo di comune uso"
L'art. 674 c.p. punisce chi getta o versa cose atte a imbrattare in un luogo di pubblico transito o di privata dimora altrui, ma non qualunque spazio privato: la norma richiede specificamente un "luogo di comune o altrui uso". Un giardino privato, per la Cassazione, non rientra in questa categoria. È un punto tecnico decisivo: senza quel requisito, la fattispecie penale non si realizza a prescindere da tutto il resto.
shield 4. Il secondo principio: niente posizione di garanzia sull'animale libero
La Corte ha aggiunto un secondo tassello, altrettanto importante per chi si prende cura di animali randagi: chi alimenta volontariamente una colonia felina non assume, per ciò solo, una posizione di garanzia sul comportamento degli animali, perché i gatti randagi vivono in libertà per definizione legale. Non si può essere ritenuti responsabili di ciò che un animale libero fa una volta lasciato il cibo.
Cos'è la posizione di garanzia
È l'obbligo giuridico di impedire un evento, previsto dall'art. 40, comma 2, del codice penale. Presuppone un potere di controllo effettivo sulla fonte di pericolo: un animale che per legge vive libero non è, per la Cassazione, sotto un simile controllo di chi occasionalmente lo nutre.
home 5. Cosa cambia per chi accudisce colonie feline
La sentenza non significa che tutto è permesso: resta ferma la responsabilità civile per eventuali danni concreti, e i regolamenti comunali sulle colonie feline vanno comunque rispettati. Ma la minaccia penale generica, spesso usata per intimidire chi si prende cura di animali randagi, non trova fondamento in un episodio come questo.
support_agent 6. Se sei stato denunciato o minacciato di denuncia
Ogni caso ha le sue specificità, e una denuncia va sempre valutata sui fatti concreti, non liquidata a priori. Se ti trovi in una situazione simile, un gesto di cura verso animali randagi non deve diventare automaticamente un problema legale. Lo Studio Legale BCS può aiutarti a capire la tua posizione. Puoi prenotare un primo confronto su cal.com/bcslegal/consulenza.