1. Cosa emerge dalle fonti sui pignoramenti bancari nel 2026
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Lo stipendio o la pensione arrivano sul conto e, lo stesso giorno, l'importo sembra azzerarsi. È l'immagine con cui parte della stampa sta raccontando l'aumento dei pignoramenti bancari nel 2026, ed è comprensibile che generi allarme in chi la legge. Va però precisata, perché la normativa pone limiti precisi anche quando il conto è già stato pignorato: lo vediamo nel dettaglio più avanti.
Secondo una stima riportata da CreditNews (9 giugno 2026), l'Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) avvierebbe tra 100.000 e 120.000 procedure di pignoramento presso terzi su conto corrente nel corso del 2026, con una concentrazione maggiore in Lombardia, Lazio e Campania. I debiti all'origine di queste procedure sono i più vari: IVA non versata, imposte sui redditi, contributi previdenziali arretrati, bollo auto, TARI, multe stradali e cartelle esattoriali non saldate.
Una stima, non un dato ufficiale. Il numero di 100.000-120.000 procedure per il 2026 è una proiezione della stampa specializzata sull'attività di riscossione, non una cifra diffusa dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. La riportiamo con questa attribuzione perché orienta la lettura, non perché sia un dato certificato.
2. Come funziona il pignoramento presso terzi sul conto corrente
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Quando il debito deriva da cartelle esattoriali o da somme iscritte a ruolo, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può agire con uno strumento più rapido rispetto al pignoramento ordinario disciplinato dal codice di procedura civile: il pignoramento presso terzi previsto dall'art. 72-bis del d.p.r. 29 settembre 1973, n. 602. La banca riveste qui il ruolo di "terzo" che detiene somme del debitore.
A differenza del pignoramento presso terzi ordinario, questa procedura non richiede l'autorizzazione preventiva di un giudice: è l'atto stesso dell'agente della riscossione a vincolare le somme depositate. Una volta notificato l'atto, la banca ha 60 giorni di tempo per trasferire le somme bloccate all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, salvo che nel frattempo il debitore non definisca la propria posizione.
3. I limiti di impignorabilità che proteggono stipendio e pensione
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Qui si gioca la parte più importante per chi riceve la notizia di un pignoramento sul proprio conto: stipendio e pensione non diventano pignorabili per intero solo perché transitano su un conto corrente. L'articolo 545, comma ottavo, del codice di procedura civile distingue due situazioni.
Per le somme già accreditate sul conto prima della notifica del pignoramento, la legge fissa un limite legato all'importo dell'assegno sociale: entro quella soglia, il denaro resta a disposizione del titolare del conto. Per le somme che arrivano dopo la notifica, valgono invece i limiti ordinari di pignorabilità dello stipendio o della pensione, cioè la quota che la legge sottrae comunque all'esecuzione per garantire il minimo necessario a vivere.
"Conto pignorato" non significa "conto azzerato". Anche dopo la notifica di un pignoramento, una parte di stipendio o pensione resta impignorabile per legge. Verificare come la banca ha applicato questi limiti alle somme accreditate è spesso il primo passo utile, prima ancora di valutare rateizzazione o altre strade.
4. La rateizzazione: la richiesta che, in concreto, evita il pignoramento
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Nella pratica, lo strumento che più spesso evita l'avvio dell'esecuzione è la rateizzazione del debito, richiesta direttamente ai canali dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione prima che il pignoramento venga notificato, o anche dopo, se il debito non è ancora stato recuperato per intero.
| Soglia | Cosa prevede |
|---|---|
| Fino a 120.000 euro di debito | Rateizzazione ottenibile su semplice istanza diretta ad AdER, senza dover documentare una situazione di difficoltà |
| Oltre 120.000 euro | Rateizzazione possibile solo dimostrando una temporanea difficoltà economico-finanziaria, secondo i criteri del decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 27 dicembre 2024 |
| 60 giorni | Termine entro cui la banca, ricevuto l'atto di pignoramento presso terzi, deve trasferire le somme vincolate all'Agenzia delle Entrate-Riscossione |
5. Quando la rateizzazione non basta: il sovraindebitamento
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Se anche un piano di rateizzazione risulta insostenibile, per i debitori non soggetti alle procedure concorsuali ordinarie (privati, piccoli imprenditori, professionisti) resta la strada del sovraindebitamento, disciplinata all'interno del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII, d.lgs. 14/2019). Gli strumenti previsti, dal piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore al concordato minore, sono pensati per ricondurre l'esposizione a una misura sostenibile e, quando ricorrono le condizioni di legge, per arrivare all'esdebitazione: la liberazione dai debiti residui.
Vale anche qui un principio che questo Studio ha già richiamato per altre procedure di sovraindebitamento: non basta essere nullatenenti, occorre essere meritevoli, cioè aver tenuto una condotta corretta verso i creditori.
6. Cosa fare se ricevi un atto di pignoramento sul conto
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Chi si ritrova con un pignoramento già notificato ha comunque margini di intervento: verificare la corretta applicazione dei limiti di impignorabilità sulle somme accreditate, controllare la regolarità formale dell'atto e della cartella sottostante, valutare tempestivamente una rateizzazione se il debito rientra nei parametri di legge, e considerare il sovraindebitamento se nessuna delle strade precedenti è percorribile.
Non aspettare la scadenza dei 60 giorni. Il periodo che la banca ha per trasferire le somme all'Agenzia è anche la finestra utile per far valere i limiti di legge o presentare un'istanza di rateizzazione: agire nei primi giorni, non alla vigilia, fa la differenza.
7. In sintesi
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L'aumento dei pignoramenti bancari raccontato dalla stampa nel 2026 è un dato di scenario, non una sentenza individuale: stipendio e pensione restano protetti da limiti di legge anche dopo la notifica, e la rateizzazione, quando richiesta in tempo, è spesso ciò che evita l'esecuzione. Per chi non regge nemmeno un piano di rientro, il sovraindebitamento resta una strada regolata, con condizioni precise.
Se hai ricevuto un atto di pignoramento sul conto corrente, o temi che possa arrivare, una valutazione della tua posizione permette di capire quali strumenti sono effettivamente disponibili nel tuo caso.
8. Domande frequenti
Il mio stipendio o la mia pensione possono essere pignorati per intero se arrivano su un conto già pignorato?
No. L'art. 545, comma ottavo, c.p.c. distingue le somme accreditate prima della notifica del pignoramento, protette entro un limite legato all'assegno sociale, da quelle accreditate dopo, soggette ai limiti ordinari sulla quota pignorabile di stipendio o pensione.
Che differenza c'è tra il pignoramento presso terzi dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione e quello ordinario?
Il pignoramento presso terzi previsto dall'art. 72-bis d.p.r. 602/1973 non richiede l'autorizzazione preventiva di un giudice: è l'agente della riscossione stesso a notificare l'atto alla banca, che ha poi 60 giorni per trasferire le somme vincolate.
Posso sempre ottenere la rateizzazione del debito con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione?
Per debiti fino a 120.000 euro la rateizzazione si ottiene su semplice domanda. Oltre questa soglia serve dimostrare una temporanea difficoltà economico-finanziaria, secondo i criteri del decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 27 dicembre 2024.
Cosa succede se non riesco a sostenere nemmeno un piano di rateizzazione?
Resta percorribile, per chi non è soggetto alle procedure concorsuali ordinarie, la strada del sovraindebitamento prevista dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII, d.lgs. 14/2019), che può condurre, quando ricorrono le condizioni di legge, all'esdebitazione.
È vero che nel 2026 sono aumentati i pignoramenti sui conti correnti?
Una stima della stampa specializzata (CreditNews, 9 giugno 2026) indica tra 100.000 e 120.000 procedure nel corso del 2026, concentrate soprattutto in Lombardia, Lazio e Campania. È una proiezione giornalistica sull'attività di riscossione, non un dato ufficiale.