Studio Legale BCS
Checklist · Debiti e creditori

Decreto ingiuntivo:
il calendario dei 40 giorni

Un decreto ingiuntivo è un ordine, di regola di pagare, emesso dal giudice su ricorso del creditore; pagare, trovare un accordo o fare opposizione sono scelte diverse, e per opporsi c'è un termine breve, di regola quaranta giorni dalla notifica. La checklist dice da quando si contano, cosa va fatto entro la data e cosa succede se non si fa nulla; qui sotto il calcolo dà una data indicativa.

  • Un PDF da stampare: il termine scritto nel decreto e da quando si contano i giorni, con la notifica a mano, per posta, in giacenza, via PEC o in comune.
  • Come si contano, che cosa va fatto entro la data, il decreto provvisoriamente esecutivo e che cosa succede se non si fa nulla, con la norma accanto.
  • L'elenco dei documenti da portare all'avvocato e un esempio con le date.
La checklist · PDF, 2 pagine

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Avv. Vincenzo Sapone · Studio Legale BCS · Ordine degli Avvocati di Como.

Calcolo

Calcola i quaranta giorni

Inserisci il giorno in cui il decreto ti è stato notificato; se la raccomandata non è stata ritirata, spunta la casella e inserisci la data di spedizione dell'avviso. Il calcolo gira nel tuo browser: la data non esce dalla pagina e non è collegata alla tua email. Dà una data indicativa, non dice se sei nei termini.

Le regole del calcolo

  1. Quaranta giorni dalla notifica, se il decreto non indica un termine diverso (art. 641 c.p.c.).
  2. Il giorno della notifica non si conta; se l'ultimo giorno è festivo o sabato, la scadenza passa al primo giorno seguente né festivo né sabato (art. 155 c.p.c.).
  3. I giorni dal 1° al 31 agosto non si contano, salvo per i crediti di lavoro e di previdenza e le altre materie escluse (artt. 1 e 3 L. 742/1969).
  4. Raccomandata non ritirata: la notifica si ha per eseguita dieci giorni dopo la spedizione dell'avviso (o dal ritiro, se prima); se il decimo giorno è festivo o sabato, il primo giorno seguente né festivo né sabato (art. 8 L. 890/1982).
  5. Contano le festività nazionali, compresi il lunedì dopo Pasqua e, dal 2026, il 4 ottobre; non la festa del patrono del comune.

Cosa può spostare la data

  • Il calcolo non dice se sei nei termini: la data che conta è quella che risulta dal decreto e dalla relata di notifica.
  • Entro la data va compiuto l'atto: la citazione notificata nel rito ordinario, il ricorso depositato per i crediti di lavoro o di locazione. L'atto, di regola, lo redige il difensore.
  • Il calcolo non tratta le notifiche all'estero, i termini diversi da quaranta giorni, le date future né quelle anteriori al 2015.
In breve

Quaranta giorni, di regola.

Il termine vale per pagare o per fare opposizione, e corre dalla notifica. Nel PDF ogni punto ha la norma accanto.

01

Il termine è nel decreto

Di regola quaranta giorni; il giudice può ridurli a dieci o aumentarli a sessanta. Vale quello scritto.

02

Da quando si conta

Dalla notifica: a mano, per posta, dieci giorni dopo l'avviso di giacenza, dalla ricevuta della PEC.

03

Agosto

I giorni dal 1° al 31 agosto non si contano, salvo per i crediti di lavoro e di previdenza.

04

Entro la data

La citazione in opposizione notificata, o il ricorso depositato per lavoro e locazione. La mediazione non ferma il termine.

05

Se non si fa nulla

Il decreto può essere dichiarato esecutivo; dopo restano rimedi limitati.

Consulenza

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Questo materiale è informazione generale, non consulenza: ogni caso si valuta sui documenti, e l'esito dipende dal caso concreto. Se vuoi una valutazione del tuo caso, lo studio offre consulenze a pagamento, con preventivo scritto. Operiamo in tutta Italia. Avv. Vincenzo Sapone · Studio Legale BCS · Ordine degli Avvocati di Como.